ingegneria


| home | chi siamo | dove siamo | servizi | contatti | news
| it | de | en | fr | es
 



Il 23 agosto, evento a Modica Alta “La Modica laboriosa, gli ultimi scugghitura” 

Leitmotiv della rassegna di IngegniCulturaModica edizione 2013, “Sulle tracce della Modica antica, uomini e storie , segni e parole” ,è  raccontare la storia di un territorio , portando il visitatore là dove quella storia si materializza, nei luoghi e nei siti che ne documentano lo svolgimento storico, i valori culturali e gli aspetti artistici ,unificando idealmente eventi e luoghi con l’intento di raccontarli attraverso  testimonianze, materiali e immateriali.

E a questa finalità non può di certo sottrarsi l’appuntamento previsto per il 23 agosto alle ore 19,00, nel clou dell’estate, a Modica Alta al Circolo “G. Di Vittorio”, punto di riferimento socio-politico e crocevia privilegiato sin dal 1958 dei braccianti, lavoratori agricoli , cosiddetti “viddani”, della “Costa”, di “Piano del Gesù” e del “Consolo”, e prossimo alla piazza San Giovanni, cuore pulsante e strategico di un antico borgo, epicentro di battaglie politiche ,economiche e sindacali a vantaggio del lavoro e della classe operaia  di un intero comprensorio , ove cavalieri, mastri ,impiegati e professionisti disponevano già di un ritrovo per il tempo libero, “Circolo” o “Società”.

Tema della speciale serata riservata a chi ha interesse a recuperare luoghi, memorie, tradizioni e proprie radici,  rituffandosi nella Modica Alta di una volta, sarà “La Modica laboriosa, gli ultimi scugghitura”. Farà gli onori di casa il presidente del Circolo”G. Di Vittorio”, Enzo Roccasalva.

Traendo spunto da quanto efficacemente rappresentato sull'argomento, sotto il profilo socio-politico da Raffaele Poidomani in un suo articolo sul  "Mattino di Modica", il 9 luglio 1961, i protagonisti della serata Peppino Giannone, Enzo Ruta, Giovanni Favaccio,Saro Spadola, Peppe Casa, Carmelo Cavallo,coadiuvati da Mario Incatasciato, presidente di IngegniCultura, avvalendosi ciascuno del proprio  riconosciuto e apprezzato  talento in ambito musicale, teatrale,poetico,storico,sindacale, imprenditoriale,organizzativo con l’ausilio di testimoni eccezionali dell’epoca, prossimi o già centenari   ,cercheranno di ricostruire il dramma di migliaia di famiglie di contadini modicani che ogni anno, all’inizio dell’estate  ,caricavano sui carri le loro masserizie, per trasferirsi verso le campagne dell'agrigentino, Enna, Caltanissetta e ancora fin nelle campagne del palermitano. Obiettivo? Mietere le spighe nelle immense distese di campi seminati a grano della Sicilia Centrale. 

   Il frumento veniva mietuto a mano da squadre di contadini allineati sui campi e muniti di falce, che seguivano il ritmo del caporale. Nessuno doveva perdere il ritmo, a nessuno era consentito rompere il ritmo per riprendere una spiga caduta, che invece poteva essere raccolta dalle spigolatrici (solitamente donne). Il bisogno costringeva a ricorrere a tanto per poter sopravvivere. 

    La scena di centinaia di carri che verso la metà di giugno partivano da Modica era registrata come una sorta di pietosa transumanza.

Il "Canto degli spigolatori", che sarà per l’occasione riproposto, edito da Control Data di Wiesbaden, Germania e interpretato dall’indimenticato compianto Duccio Belgiorno, dalla figlia Emanuela  e da Gino Carbonaro registra quell’evento di storia locale, e dà la misura di quello che era il bisogno di chi affrontava il disagio di un lungo viaggio, le notti passate sotto le stelle, al riparo del carro sotto il quale veniva approntato un giaciglio. Spigolatori! Che consideravano una fortuna poter  riportare qualche sacco di frumento ricavato dallo spigolare, nelle proprie case. Case che erano spesso grotte o dammusi,oggi perle di charme e cultura, abitazioni improprie disseminate su tutta la parte alta di Modica. Ma ci vivevano per dieci mesi all’anno, assieme all’asino e alle galline, migliaia di uomini, donne, vecchi e bambini che conoscevano come le loro tasche le più desolate contrade della Sicilia del grano.

I momenti e i riti di queste tradizioni, sono mirabilmente  rappresentati in versi dal poeta modicano Carlo Amore (1768/1841).

“Partunu tutti contenti e fistanti, a quattro, a cincu, in sei li spicalori, cantunu assiemi muttetti brillanti o duci canzuneddi, o barcalori, e trippannu comu li baccanti sfoganu l’alligrizza ri lu cori, s’ammuttunu, s’ancugnunu, s’abbrazzunu e p’alligrizza ‘nterra s’arrumazzunu…… cui s’appizza rarrieri lu maritu, cui seguita lu frati, cui lu ziu, cu talia ri luntanu u sa zitu, misi abbuccuni, senza

tuou né mio. Cu lu visu suratu e culuritu, cuogghiunu spichi cu alligrizza e briu, masculi, ranni e picciriddi e li lagnusi assicutanu i riddi”.

Ingresso libero

Per ulteriori informazioni contattare gli uffici di IngegniCultura,gestione beni culturali e organizzazione servizi turistici. Ente gestore Museo della Medicina “Tommaso Campailla” e socio fondatore Consorzio Operatori Turistici di Modica :

cultura@ingegnicultura.it

tel/fax 0932 763990  cell.338 4873360  333 3301656

 
 
   
amministrazione   © aisthesis tutti i diritti riservati